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Sua Eccellenza il Signor
José Eduardo dos Santos
Presidente della Repubblica dell'Angola
 
  L'Ambasciatore: Manuel Pedro Pacavira
 

José Eduardo Dos Santos nasce a  Luanda, capitale dell’Angola,  il 28 Agosto del 1942. Figlio di un muratore, José studia nel liceo Salvador Correia di Luanda e ben presto mostra interesse per la vita politica.

Nel 1961 infatti si unisce al Movimento Popolare di Liberazione dell'Angola (MPLA), nato  il 10 dicembre del 1956 sotto la guida di Mário Pinto de Andrade e Agostinho Neto. Nel 1959-60 interrompe gli studi per motivi economici ed entra a far parte di una scuola tecnica di Farmacia.

Coinvolto nell’attività clandestina, tuttavia non prenderà parte al gruppo protagonista dell’assalto alle prigioni, per volontà espressa degli organizzatori che volevano che gli studenti con un certo livello di preparazione si trasferissero all’estero per continuare i loro studi e prepararsi, con compiti direttivi, all’arte della guerriglia.

Nel 1963 vince una borsa di studio e nel 1969 si laurea in Ingegneria petrolchimica presso l'Istituto degli Studi del Petrolio e del Gas di Bakú (Azerbaidzhán), in seguito  frequenta un corso di comunicazione militare e fonda l’organizzazione giovanile dell’MPLA. Nel 1970 ritorna in Angola, allora sotto la guida del MPLA, e partecipa attivamente ai vari movimenti di liberazione. Nei quattro  anni successivi ricopre un ruolo determinante alla guida  della guerriglia nell'enclave di Cabinda e guida il movimento MPLA in Yugoslavia e nel Congo-Brazzaville.

Nel 1974 riceve la nomina di Coordinatore degli Affari Esteri dell’MPLA.
In seguito si dedica ad attività diplomatiche in diverse capitali africane allo scopo di ricevere supporto per le attività dell’MPLA. Un colpo di stato in Portogallo (1974) pone termine al governo militare ed agli interventi portoghesi in Angola. E’ così che si raggiunge l'indipendenza l’11novembre del 1975 in una situazione di guerra civile tra MPLA e gli altri movimenti nazionalisti: FLNA ( Fronte Nazionale di Liberazione Angolano) e UNITA (Unione Nazionale per l’Indipendenza Totale dell’Angola). Nel 1977 viene nominato Vice Primo Ministro, con la delega di tutti i Ministeri dell’Area Sociale ed in molte occasioni il Presidente Neto gli delega l’incarico di presiedere le riunioni del Consiglio Della Rivoluzione.

Agostinho Neto diventa il Primo Presidente, mentre Dos Santos viene nominato, nel primo governo angolano, Ministro degli Affari Esteri; nel 1978 viene nominato Ministro per la  Programmazione Petrolifera e successivamente, nel 1979, diventa Ministro per la Programmazione Economica.

Il 10 settembre del 1979 Agostinho Neto muore di cancro a Mosca ed il Comitato Centrale del MPLA designa Dos Santos  come suo successore alla guida dello Stato, del  Consiglio dei Ministri e delle Forze armate Popolari di Liberazione dell'Angola (FAPLA). Il 21 settembre Dos Santos diventa ufficialmente il Capo dello Stato.

Il 9 novembre del 1980 diventa anche il Presidente dell'Assemblea del Paese, cioè il Parlamento. La guerra civile continua incessantemente (il movimento filo-occidentale UNITA combatte contro quello filo-sovietico MPLA) fino al 1989 quando Cuba ritira i propri soldati  ed altrettanto fanno tutti gli altri paesi che hanno appoggiato l'una o l'altra parte. Finalmente, il 31 maggio del 1991, Dos Santos  e Savimbi firmano a Lisbona un trattato di pace, il cosiddetto Accordo di Bicesse che permette la prima elezione democratica del Paese nel 1992. Il Presidente ed il suo partito vincono le elezioni ed i risultati sono riconosciuti dalla Comunità Internazionale.

Il Movimento UNITA contesta  i risultati delle elezioni ed il Paese ritorna in guerra. La seconda guerra civile, o, più esattamente, la seconda fase di un unico conflitto dell‘ indipendenza, si prolunga per due anni ed in questo scenario, fatale per la popolazione e distruttiva per le precarie infrastrutture del paese, Dos Santos intensifica il rapporto con  gli Stati Uniti. Il 7 dicembre il Presidente va per la prima volta in visita ufficiale alla Casa Bianca ricevuto da Bill Clinton, mentre la guerra, purtroppo, continua.

Il 20 novembre del 1994 viene firmato il Protocollo di Lusaka che porta ad un governo di unità nazionale, almeno nelle intenzioni. Nel 1995 il Presidente incontra diverse volte ed in diverse occasioni il leader dell’UNITA Jonas Savimbi per  accelerare i processi di pace e ripristinare la fiducia tra gli angolani. Il Presidente Dos Santos prende il comando della pianificazione per la ricostruzione dell’Angola.

Nel settembre del 1995 Dos Santos guida una delegazione angolana ad una Tavola rotonda internazionale a Bruxelles dove chiede un aiuto per mettere in atto un programma di ricostruzione del Paese. Nell’ottobre del 1997 il Presidente  decide di inviare le FAA (Forze Armate Angolane) nel Congo-Brazzaville, Repubblica del Congo, in aiuto a  Denis Sassou-Ngesso: con un gesto di solidarietà contraccambiava l’appoggio politico e logistico che il Congo-Brazaville aveva concesso all’MPLA durante la lotta di liberazione nazionale. Il 22 febbraio, Savimbi, il leader storico dell'UNITA, viene ucciso da militari governativi.

 Il 4 aprile 2002 viene firmata a Luanda la pace tra le Forze Armate Angolane (FAA), rappresentate dal generale Armando de Cruz Neto, Capo di Stato Maggiore, ed il generale ribelle Abreu Kamorteiro. Il Presidente concede un’amnistia generale a tutti i ribelli dell’UNITA, reinserendoli nella società e nella vita politica del Paese.

Il Presidente è sposato con la Signora Ana Paula Dos Santos ed ha tre figli.

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